
Eccoci...mica un argomento facile...Ho promesso di pubblicarlo x spiegare un pò meglio l'argomento ad un (ex) collega nonchè amico un pò in crisi! Chissà magari potrebbe essere d'aiuto!
Questo sarà l'argomento della mia tesi..boia: fa effetto dirlo..mi laureo raga...dopo una vita di sacrifici sarà la soddisfazione più grande e nn mancherò di sputare in faccia al presidente di commissione se tenterà di mettermi in difficoltà... HI HI HI...come sono amabile!
In termini tecnici la regolazione emotiva (r.e.) è quel processo che permette agli individui di attingere alle loro risorse psicologiche per rispondere in maniera adattiva e flessibile alle richieste dell'ambiente...ééééééééé??? Giusta reazione!
In parole povere altro non è che il processo che ci permette di vivere civilmente con gli altri ma nn solo: il processo per me fondamentale che permette di renderci consapevoli ed esternare le proprie emozioni.
Adoro tutto ciò che riguarda le emozioni: noi siamo fatti di emozioni, viviamo di emozioni, siamo emozione!
Alla fine se uno ci pensa bene l'emozione altro nn è che una risposta specifica elaborata per fronteggiare i problemi della sopravvivenza fisica e sociale...mmmm..vediamo innanzitutto di elencare le principali emozioni, sarà più facile poi capire di cosa sto parlando...
Vengono definite emozioni primarie: felicità, sorpresa, paura, tristezza, rabbia, disgusto e interesse. Altre, come l'orgoglio o il sentimento di colpa, emergono più tardi nel corso dello sviluppo (del bambino).
Fondamentale è che l'emozione è una risposta istintiva, ha un carattere innato (appunto, emozioni primarie o innate) e ha una funzione adattiva.
Se entriamo nello specifico, nel 1962 un certo SCHACHTER elabora la teoria dei 2 fattori secondo la quale l'emozione risulta dall'interazione di 2 componenti: l'arousal (di natura fisiologica) e l'appraisal (di natura psicologica che implica la percezione e la valutazione). In sintesi l'arousal altro nn è che la reattività del sistema nervoso a specifici eventi che classifichiamo come molto o poco importanti (es. se mi sveglio di notte per i rumori che provengono da una stanza e penso che siano i ladri proverò paura; se penso invece che è mio figlio che rientra tardi proverò rabbia...e cosi via). L'emozione costituisce un sofisticato sistema di monitoraggio delle transizioni fra l'individuo e il suo ambiente, in quanto ci segnala quali siano le risposte soggettivamente salienti. Il processo che, cosciamente o incosciamente, esercita un'azione di monitoraggio, valutazione, modificazione em in generale, mediazione della risposta emotiva prende il nome di REGOLAZIONE EMOTIVA.
E' un concetto apparentemente complesso ma se poi uno "ci prende la mano" può notare come riguardi tutto ciò che percepiamo o mettiamo in atto durante la maggior parte della nostra vita. Un altro esempio? La vergogna di fronte a una persona con cui stiamo sostenendo un esame può essere modulata se, invece di sentirci solo esposti al suo giudizio, riusciamo a tenere in considerazione che altre volte abbiamo già superato prove analoghe con successo...e noi universitari sappiamo bene ciò che significa!
E qui il punto che preferisco...La regolazione a lungo termine riguarda la necessità di far fronte all'impatto emotivo innescato da importanti eventi di vita negativi e comporta l'adozione di strategie quali la ruminazione, la distrazione e la condivisione sociale o social support (per chi è interessato può cercare il significato di questi termini, io mi dilungherei troppo nel descriverli). Pur essendo strategie potenzialmente funzionali, ciascuna di esse può comportare compromissioni dell'attività regolatoria nel caso venga usata in maniera eccessiva o inadeguata. Per es. il caso della ruminazione: di fronte a uno stress o a un evento traumatico, il riaffiorare alla memoria di immagini e pensieri automatici collegati all'avvenimento rappresenta una risposta normale per "dare senso" all'accaduto e integrarlo nel proprio sistema cognitivo. Tuttavia, il protrarsi della ruminazione nel lungo periodo ostacola il processo di distanziamento dall'evento, alimentandone in tal modo gli effetti disforici. Ho conosciuto e conosco persone alle quali ad esempio è morto un figlio: nn te ne fai una ragione ma c'è cmq chi riesce a superare l'evento (nn con facilità e nn in 2 mesi OVVIAMENTE!!!) e chi invece appunto "rumina" sull'accaduto... "come è potuto succedere, xchè proprio a lui, nn posso più vivere, ecc,ecc". Chi riesce ad andare avanti con la propria vita, nn dimenticando, ma elaborando il lutto (cosi si dice in gergo e che nn necessariamente si riferisce alla morte di una persona cara; riguarda anche una separazione, ecc.) ha mantenuto intatto il processo di regolazione emotiva sfruttando e risolvendo le strategie messe in atto per fronteggiare situazioni che sembrano insuperabili.
Questo sarà l'argomento della mia tesi..boia: fa effetto dirlo..mi laureo raga...dopo una vita di sacrifici sarà la soddisfazione più grande e nn mancherò di sputare in faccia al presidente di commissione se tenterà di mettermi in difficoltà... HI HI HI...come sono amabile!
In termini tecnici la regolazione emotiva (r.e.) è quel processo che permette agli individui di attingere alle loro risorse psicologiche per rispondere in maniera adattiva e flessibile alle richieste dell'ambiente...ééééééééé??? Giusta reazione!
In parole povere altro non è che il processo che ci permette di vivere civilmente con gli altri ma nn solo: il processo per me fondamentale che permette di renderci consapevoli ed esternare le proprie emozioni.
Adoro tutto ciò che riguarda le emozioni: noi siamo fatti di emozioni, viviamo di emozioni, siamo emozione!
Alla fine se uno ci pensa bene l'emozione altro nn è che una risposta specifica elaborata per fronteggiare i problemi della sopravvivenza fisica e sociale...mmmm..vediamo innanzitutto di elencare le principali emozioni, sarà più facile poi capire di cosa sto parlando...
Vengono definite emozioni primarie: felicità, sorpresa, paura, tristezza, rabbia, disgusto e interesse. Altre, come l'orgoglio o il sentimento di colpa, emergono più tardi nel corso dello sviluppo (del bambino).
Fondamentale è che l'emozione è una risposta istintiva, ha un carattere innato (appunto, emozioni primarie o innate) e ha una funzione adattiva.
Se entriamo nello specifico, nel 1962 un certo SCHACHTER elabora la teoria dei 2 fattori secondo la quale l'emozione risulta dall'interazione di 2 componenti: l'arousal (di natura fisiologica) e l'appraisal (di natura psicologica che implica la percezione e la valutazione). In sintesi l'arousal altro nn è che la reattività del sistema nervoso a specifici eventi che classifichiamo come molto o poco importanti (es. se mi sveglio di notte per i rumori che provengono da una stanza e penso che siano i ladri proverò paura; se penso invece che è mio figlio che rientra tardi proverò rabbia...e cosi via). L'emozione costituisce un sofisticato sistema di monitoraggio delle transizioni fra l'individuo e il suo ambiente, in quanto ci segnala quali siano le risposte soggettivamente salienti. Il processo che, cosciamente o incosciamente, esercita un'azione di monitoraggio, valutazione, modificazione em in generale, mediazione della risposta emotiva prende il nome di REGOLAZIONE EMOTIVA.
E' un concetto apparentemente complesso ma se poi uno "ci prende la mano" può notare come riguardi tutto ciò che percepiamo o mettiamo in atto durante la maggior parte della nostra vita. Un altro esempio? La vergogna di fronte a una persona con cui stiamo sostenendo un esame può essere modulata se, invece di sentirci solo esposti al suo giudizio, riusciamo a tenere in considerazione che altre volte abbiamo già superato prove analoghe con successo...e noi universitari sappiamo bene ciò che significa!
E qui il punto che preferisco...La regolazione a lungo termine riguarda la necessità di far fronte all'impatto emotivo innescato da importanti eventi di vita negativi e comporta l'adozione di strategie quali la ruminazione, la distrazione e la condivisione sociale o social support (per chi è interessato può cercare il significato di questi termini, io mi dilungherei troppo nel descriverli). Pur essendo strategie potenzialmente funzionali, ciascuna di esse può comportare compromissioni dell'attività regolatoria nel caso venga usata in maniera eccessiva o inadeguata. Per es. il caso della ruminazione: di fronte a uno stress o a un evento traumatico, il riaffiorare alla memoria di immagini e pensieri automatici collegati all'avvenimento rappresenta una risposta normale per "dare senso" all'accaduto e integrarlo nel proprio sistema cognitivo. Tuttavia, il protrarsi della ruminazione nel lungo periodo ostacola il processo di distanziamento dall'evento, alimentandone in tal modo gli effetti disforici. Ho conosciuto e conosco persone alle quali ad esempio è morto un figlio: nn te ne fai una ragione ma c'è cmq chi riesce a superare l'evento (nn con facilità e nn in 2 mesi OVVIAMENTE!!!) e chi invece appunto "rumina" sull'accaduto... "come è potuto succedere, xchè proprio a lui, nn posso più vivere, ecc,ecc". Chi riesce ad andare avanti con la propria vita, nn dimenticando, ma elaborando il lutto (cosi si dice in gergo e che nn necessariamente si riferisce alla morte di una persona cara; riguarda anche una separazione, ecc.) ha mantenuto intatto il processo di regolazione emotiva sfruttando e risolvendo le strategie messe in atto per fronteggiare situazioni che sembrano insuperabili.

uaooooooooo sara ho perfino capito. E' questo post cade a pennello, sto ruminando da ieri sera su un problema sorto con la casa che vendo, a causa del quale ieri sera ho tirato fuori le mie emozioni con il compratore, diciamo pure che mi sono incazzato come una bestia e son diventato cattivo come non mai, mi sono quindi adattato alla situazione, perchè questo non è il mio carattere ed è per questo che stanotte non ho dormito!!!
RispondiEliminaOgni qual volta devo modificare il mio modo di essere a causa di fattori esterni ci sto da cani, perchè non riesco ad essere coerente con me stesso. E' sempre così, dici che potrei essere un caso da studiare per la tua tesi???
Comunque thank's
hai detto bene te...ti sei adattato alla situazione..se l'unica soluzione era incazzarti hai fatto bene...per il nn dormirci la notte..beh..ci sono diverse possibilità: stanco dei "soliti imprevisti" alla fine di un progetto; nn sei cosi quindi a volte facciamo fatica ad acettare che esista un lato "nascosto" in noi che emerge raramente; magari uno pensa di aver esagerato un pò...io sono sempre grande sostenitrice delle emozioni in senso stretto quindi dell'essere cristallini..a volte è scomodo, xchè ti assicuro che la verità è scomoda di per sè..e soprattutto xchè la gente a volte NN VUOLE SENTIRLA, la verità...
RispondiEliminaps: nn saresti stato coerente se ti fossi comportato in modo diverso dal quale sei..un incazzatura ogni tanto ci sta!
RispondiEliminaCome si suol dire.. "il calzolaio, va in giro con le scarpe rotte" ^^
RispondiEliminaSpacchi quando scrivi Sara, ha ragione Maso!
Baci
E.S.G.